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I Salò Donna

I bigodini non hanno tempo…l’ultima trovata per ricci sempre perfetti!

Sarà sufficiente procedere all’arrotondamento delle ciocche da trattare, lasciandole in posa per un arco di tempo compreso fra le 3 e le 4 ore. Questa è la principale ragione per la quale i bigodini flessibili in schiuma stanno attualmente spopolando sul web!
Malgrado si tratti di un’innovazione, essi hanno permesso di far tornare in auge un oggetto che sembrava ormai essere caduto nel dimenticatoio: il bigodino.
L’origine del suo utilizzo è rintracciabile molto indietro nel tempo. Pare infatti che fin dalla prima metà del Settecento, presso la corte di re Luigi XIV, si facesse uso d’un piccolo rullo in terracotta il cui scopo era quello di rendere più folte e radiose parrucche volte a celare la calvizie di reali e cortigiani.
In tempi più recenti, fu Marilyn Monroe a far uso di bigodini capaci di donarle una pettinatura sempre e comunque impeccabile.
Se è vero che non sempre la loro applicazione è apparsa immediata, è altrettanto vero che col trascorrere degli anni si è dato vita a prodotti sempre più semplici da mettere. I bigodini attuali sono infatti molto differenti, e ben si prestano a soddisfare le esigenze più diverse.
I modelli in silicone sono ad esempio la scelta ideale per chi opta per una pettinatura corta. Quelli in gommapiuma sono invece funzionali ad un utilizzo prolungato anche sui capelli più lunghi.
Una corretta applicazione del bigodino riduce ai minimi termini il rischio che il capello possa danneggiarsi.

Oltre alle materie prime, molteplici sono sia le forme che le colorazioni. Prendendo spunto da Naomi Campbell nel noto ritratto di Ellen von Unwerth, sono stati ricavati dei bigodini persino da vere e proprie lattine.
Anche le modelle, fin dagli attimi che immediatamente precedono le sfilate, sono solite usare bigodini per mantenere inalterata la pettinatura.

A proposito della loro quantità, ne sono sufficienti cinque per creare un effetto mosso impeccabile. È bene invece non riscaldarli eccessivamente, evitando così che il morbido boccolo si danneggi in men che non si dica.
Una temperatura troppo elevata del phon, così come quella di una normale piastra, assicura il fissaggio dell’onda, ma di contro rischia di provocare danni al capello. A tal proposito, un altro suggerimento riguarda la fonte dal quale il calore proviene. Virando su una fonte di calore diretta, magari dovendo andare a trattare delle ciocche completamente asciutte, sarebbe meglio proteggere la chioma con l’ausilio di un termoprotettore. Per importanza, questa fase viene paragonata all’applicazione di una crema volta a proteggere la pelle dai caldi raggi solari estivi. Sarebbe opportuno azzerare il rischio che una costante bruciatura usuri la cheratina, sostanza che garantisce la bellezza dei capelli.

Una cosa è certa, la bella stagione che ormai incombe sarà probabilmente caratterizzata da un’infinità di chiome ricce o mosse, il bigodino è perciò ben lontano dal conoscere il vocabolo crisi.